Il profumo dei ricordi: la memoria olfattiva e il suo potere evocativo

Il profumo dei ricordi: la memoria olfattiva e il suo potere evocativo

Vi è mai capitato di sentire un profumo e d’improvviso veder riaffiorare ricordi lontani? Il profumo dei fiori di un giardino della vostra infanzia, l’aroma dei croissant del viaggio a Parigi, l’ odore della pelle di vostra madre o vostro figlio, l’acqua di Colonia che indossava la vostra nonna, che vi inebriava quando vi stringeva a sé. Vere e proprie scintille sensoriali si innescano quando sentiamo un odore o  un profumo che ci fa partire per un involontario viaggio olfattivo tra i ricordi.

Conosciuta come “sindrome di Proust” dai ricordi riaffiorati dal profumo e sapore di una madeleine immersa in una tazza di tè in “La ricerca del tempo perduto”, il potere evocativo dell’olfatto è stato nei secoli celebrato in letteratura ed è diventato oggetto di studio delle neuro-scienze.

Come funziona questo collegamento olfatto-memoria che può restituirci gioie o dolori inaspettati? L’olfatto è il più primordiale fra i nostri sensi, per questo il suo potere evocativo è così forte, passando dalle narici direttamente ai nostri ricordi in maniera democratica, facendoli riaffiorare senza discriminazioni.

La zona del nostro cervello che elabora le informazioni trasportate dai neuroni olfattivi è conosciuta come il “bulbo olfattivo”, vicina all’ippocampo. Secondo le ricerche neuro-scientifiche ci sono circa un migliaio di recettori olfattivi grazie a cui vincoliamo odori e profumi a ricordi. Si è scoperto che l’olfatto agisce sul sistema limbico, la struttura “emotiva” del nostro cervello che regola stati d’animo, appetiti ed istinti primordiali come la fuga e l’accoppiamento.

I profumi e gli odori vengono quindi immagazzinati nella nostra memoria emotiva e nella memoria a lungo temine. A differenza dei ricordi legati ad altri sensi quali la vista, o alla capacità del linguaggio, il tempo non sembra incidere sui ricordi derivanti dagli stimoli olfattivi. Si potrebbe quindi dire che l’olfatto non invecchia, e se Andy Warhol cambiava spesso profumo per crearsi una collezione di ricordi olfattivi, raccontateci quali sono i profumi dei vostri ricordi.

Quali odori innescano le scintille sensoriali della vostra memoria olfattiva? Quali luoghi, persone, situazioni riaffiorano nei vostri ricordi quando sentite profumo di…?

E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto di madeleine. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della madeleine. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva? Che senso aveva? Dove fermarla?

Marcel Proust, “Dalla parte di Swann”, La ricerca del tempo perduto