Loading the content... Loading depends on your connection speed!

Profumi…da bere! Le funzioni terapeutiche del profumo nella storia

Fin dall’antichità al profumo viene attribuita una funzione terapeutica, al pari di una medicina. Non solo la componente olfattiva aveva effetti sull’organismo umano, ma anche lo stesso liquido di profumo che veniva bevuto in particolari circostanze e modalità. L’aspetto edonistico dell’indossare una fragranza è un’acquisizione di un paio di secoli fa, fin dagli albori della storia il profumo ha ricoperto un ruolo curativo.

Nell’antico Egitto il Kyphi era un composto profumato che veniva offerto agli dei per favorire la loro benevolenza, ma al tempo stesso veniva diluito in latte o vino per diventare una bevanda che curava malattie ed asma. Ne parla il botanico di epoca romana Dioscoride nel suo “De materia medica”: «Il kyphi è un preparato aromatico gradito agli dèi. I sacerdoti egiziani lo impiegano abbondantemente. Il kyphi è mescolato ad antidoti e dato sotto forma di bevande agli asmatici.»

Spostandoci in epoca romana, Ovidio nel suo “Le Metamorfosi” fa preparare a Medea per il vecchio e morente Esone un composto profumato che, una volta bevuto, gli restituirà forza e giovinezza. Guardando all’epoca medievale, la aqua mirabilis era una composizione profumata a base di erbe, frutta, radici e piante officinali, preparata all’interno di monasteri con la funzione principale di curare i malati: la sua evoluzione porterà alle Acque di Colonia nei secoli successivi. C’è da sottolineare che all’epoca il tasso alcolemico dei profumi era inferiore a quello utilizzato dalla moderna profumeria, per cui le acque di Colonia o composizioni profumate potevano essere bevute, in purezza o diluite.

Medea ringiovanisce Esone, Pellegrino di Tibaldo de Pellegrini

Medea ringiovanisce Esone, Pellegrino di Tibaldo de Pellegrini

Tra queste la “Acqua della Regina di Ungheria”, acqua profumata “miracolosa” che ringiovaniva e guariva dai malanni creata per la regina Isabella. La funzione terapeutica del profumo resta essenziale fino al XVII secolo, quando si cominciano ad aggiungere alle composizioni profumate sostanze aggressive e tossiche come zolfo, arsenio con l’obiettivo di debellare infezioni come la peste: svanirà l’aspetto curativo della fragranza ad appannaggio di quello edonistico. Nel 1810 il decreto regio di Napoleone ha lo scopo di proteggere il popolo dai prodotti adulterati che arrivavano sul mercato a causa dell’avvento della chimica farmaceutica, segnando storicamente la fine dell’aspetto curativo dei profumi.

Possiamo notare che negli ultimi tempi il profumo si sta riappropriando della sua originaria funzione curativa, ad es. con la aromacologia (o psicologia degli aromi) e le fragranze che aiutano ad alleviare lo stress o si affiancano alle cure palliative per restituire sensazioni di benessere a pazienti di gravi malattie.

Lascia un commento

Mobile version: Enabled