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Profumi e arte moderna: si può dipingere con l’olfatto?

Qual è lo stato dell’arte della cultura olfattiva? Grazie allo sviluppo tecnologico, negli ultimi anni sempre più spesso le composizioni profumate sono presenti in contesti artistici e museali. Profumi, odori ed aromi come protagonisti assoluti all’interno di spazi d’arte o co-protagonisti nell’interazione con installazioni artistiche, opere d’arte figurativa, composizioni musicali ecc…

L’attestazione del profumo come forma d’arte arriva da istituzioni come il Museum of Arts and Design di New York che ha commissionato il progetto “The Art of Scent 1889 – 2012” (trad. L’arte del profumo 1889 – 2012) tra le prime esposizioni al mondo sull’arte olfattiva.

The Art of Scent ripercorre l’evoluzione della creazione di profumo da mera artigianalità ad una sofisticata disciplina su scala mondiale. I visitatori potevano annusare 12 odori “chiave” disposti in altrettante nicchie all’interno di sale di colore bianco completamente vuote. Azionando un interruttore veniva emesso un flusso di aria profumata, sottolineato da un sottofondo musicale e la proiezione di alcuni testi sulla pareti bianche.

Il progetto, realizzato da Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con il curatore museale Chandler Burr, giornalista olfattivo e scrittore, ha aperto la strada alla cultura olfattiva in spazi d’arte moderna.

The Art of Scent, photo credits Brad Farwell

Il profumo è in grado di prendere vita al di là dello solo contesto olfattivo che gli è proprio e può diventare altro, come un’impronta sociologica come nel progetto Sillage, termine che in inglese indica la traccia, la scia che lascia il profumo.

Sillage è un’installazione d’arte olfattiva collettiva realizzata dall’artista Brian Goeltzenleuchter che vede il coinvolgimento dell’Instituto di Arte ed Olfatto di Los Angeles, il museo di Santa Monica e dei visitatori della mostra stessa. Goeltzenleuchter esplora gli odori che caratterizzano Los Angeles (dal petrolio alla polvere, dal sudore al profumo ecc…) e li vaporizza sui collaboratori del museo, in particolare sul loro polso sinistro, creando così una sorta di paesaggio olfattivo dell’area della Greater Los Angeles. La formulazione di queste fragranze arrivava da un sondaggio proposto dall’artista prima dell’esposizione in cui gli utenti erano invitati a descrivere Los Angeles attraverso degli elementi olfattivi.

Rispondendo alla domanda provocatoria del titolo di questo post potremmo dire “sì”, si può dipingere con l’olfatto: non soltanto pennelli e colori possono creare dei quadri, che ne pensate?

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