San Valentino: il profumo dell’amore

San Valentino: il profumo dell’amore

Siamo convinti che la via per il cuore passi anche dall’olfatto: a San Valentino più che mai ci chiediamo quale sia il profumo dell’amore. Il legame tra il senso dell’olfatto e l’attrazione fisica nel mondo animale è da anni materia di studio ed anche nella nostra esperienza comune, di animali “evoluti”, abbiamo riscontrato che se l’odore o il profumo dell’altro/a ci piace, l’intesa amorosa e sessuale è favorita.
Sessualità ed olfatto sono infatti correlati e risiedono entrambi nell’ipotalamo, l’olfatto è il più istintivo dei sensi perché non è mediato dal filtro del nostro cervello.

Profumi: chimica vs. razionalità

Nel campo dell’attrazione fisica la chimica entra a gamba tesa sulla razionalità: la mette in pausa, lasciando il campo alla memoria olfattiva che richiamata da profumi ed odori ci fa attingere alla nostra parte più istintiva di desideri. Un odore o un profumo innesca delle reazioni chimiche in fatto di attrazione, come dimostra anche la scienza.

Cinque sensi: l’olfatto vince sulla vista

L’Università “D’Annunzio” di Chieti-Pescara ha realizzato un test sugli effetti dell’olfatto nella percezione visiva. Hanno mostrato a dei volontari una serie di immagini di persone, reali e non, a cui dare un punteggio in base alla loro attrazione. Durante la visione delle immagini alcuni ricercatori erogavano di nascosto delle fragranze nella stanza: profumi da donna o da uomo. Il profumo provocava un’alterazione delle risposte: in effetti l’olfatto condizionava (e di fatto comandava) la vista.

Profumi d’amore

Se è vero che il concetto di buon profumo è relativo, ci sono sostanze odorose con riconosciute proprietà seduttive, ipnotiche ed inebrianti come la tuberosa, la vaniglia, il bergamotto. Guardando ad esempi illustri si narra che Cleopatra usasse la fragranza di gelsomino per incontrare il generale Marco Antonio su un battello, mentre nel loro primo incontro d’amore la stanza fosse cosparsa di petali di rosa e profumata da incensi ed erbe aromatiche che bruciavano. Caterina de Medici usava il profumo d’ambra come simbolo di potere femminile mentre il poeta Gabriele D’Annunzio bruciava mirto nel camino per profumare l’ambiente in cui incontrava le sue partner.

Oltre che fortuna, è il caso di dire che in amore ci vuole naso.