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25 aprile e Liberazione: quali profumi si usavano durante il fascismo?

Il 25 aprile si celebra l’anniversario della liberazione d’Italia dal nazi-fascismo. Ogni epoca storica ha produzioni di tipo economico, artistico e culturale che sono un derivato della stessa ed anche le composizioni profumate seguono questa scia. Vi siete mai chiesti quali profumi fossero in voga durante il periodo del fascismo?

Durante gli anni del “ventennio” fascista (dalla marcia su Roma del 1922 all’arresto di Mussolini nel 1943) in Italia era in vigore l’autarchia economica, per cui era vietata l’importazione di materie prime dai paesi esteri. Come ha influito tutto ciò sull’industria dei profumi in Italia?

Se nel 1921 in Francia compariva il primo profumo con elementi di sintesi aldeidati, in quegli anni il know-how in fatto di composizioni chimiche si fermava quindi al confine alpino. Per tanto in Italia si producevano profumi realizzati solo con materie prime naturali, e per imposizione del regime fascista, esclusivamente italiane.

Le fragranze floreali la fanno da padrone, fiori come la violetta, l’iris, la rosa ed il gelsomino diventano gli elementi base delle fragranze dell’epoca, vista la coltivazione sviluppata sul territorio italiano. L’iris, conosciuto anche come “giglio fiorentino”, la violetta di Parma, la lavanda di Imperia diventano materie prime d’eccellenza che raccontano l’economia ed il costume dell’epoca fascista.

In questo video dell’Istituto Luce del 21/12/1938 si vede come l’industria dei profumi e della cosmetica durante il periodo dell’autarchia fascista si emancipasse dall’essere “tributaria degli stranieri”. Aromi di fiori tradotti in essenze distillate e poi sviluppate in profumi dall’industria italiana. Una volta consolidato il proprio potere, il partito fascista si dimostra favorevole all’industria della bellezza e proprio in epoca fascista sono in forte espansione le imprese locali e regionali che producono fragranze e prodotti di bellezza (i cosiddetti “belletti”) ad un costo via via sempre più accessibile.

Un tuffo nel passato per scoprire quali profumi si usavano nell’epoca fascista, ricordando l’importanza della libertà a qualche giorno dall’anniversario della Liberazione del 25 aprile.

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